La disfida di Bellaguarda

13.11.2015
Damiano Santelli (a sinistra) con il nipote Marco e il venditore di zona della locale concessionaria Valtra.
Due T4 Direct sono stati consegnati a Damiano e Marco Santelli, contoterzisti di Viadana (Mn). Nella loro azienda dovranno vedersela con Fendt e John Deere, ma i proprietari sono già innamorati del bilanciamento e della manovrabilità dei nuovi T.

Ogni volta che un nuovo trattore arriva in un’azienda, il costruttore fa un piccolo investimento sul proprio futuro. Non soltanto perché ha venduto una macchina in più, ma soprattutto perché sui risultati della medesima si gioca buona parte della sua reputazione. A casa di Damiano Santelli, la sfida per Valtra è doppia, anzi tripla. In primo luogo perché le macchine – parliamo di due T4 174 Direct – sono andate a casa di un imprenditore che le carica, potenzialmente, di un migliaio di ore l’anno. Soprattutto, però, presso questa azienda si confronteranno con i migliori marchi della concorrenza, perché Santelli – come tutti i contoterzisti accorti – guarda alle prestazioni e alle sue necessità prima che al marchio. Così tra i suoi 25 trattori troviamo parecchi Fendt della serie 700 e 900 e anche diversi John Deere. 

Un confronto stimolante

Poi ci sono i due T4 174 che, arrivati a fine luglio a Bellaguarda, frazione di Viadana, si sono fatti 300 ore ciascuno in un mese e mezzo di lavoro. Quasi tutte sulla strada, attaccati ai dumper per il trasporto del trinciato. Come abbiamo scritto sopra, devono vedersela con un battaglione di Fendt e una discreta pattuglia di John Deere. “Avendo macchine di tutti i marchi, fare qualche confronto è inevitabile, è nella natura delle cose”, ci dice Damiano, che con il nipote Marco e la moglie Elisa amministra l’azienda. 

Come escono i nuovi T da questo stimolante faccia a faccia? “Hanno pregi e difetti, come ogni macchina, ma in generale sono due buoni trattori. Decisamente un’altra cosa rispetto al T191 che avevamo in precedenza e che pure ci ha dato delle belle soddisfazioni, visto che in 3.500 ore ha avuto soltanto un guasto di scarsa importanza”, spiega Marco. 

Senza nulla togliere al vecchio T, insomma, la serie Tier 4 ha decisamente svoltato pagina. “Senz’altro. Nella linea, per cominciare. I finlandesi sono concreti, fanno cose che funzionano, in primo luogo. Con la nuova gamma, tuttavia, hanno curato molto anche il design, con i fari a led posteriori e un cofano molto aggressivo”, sottolineano i due contoterzisti. 

Quanto alle prestazioni, ai Santelli piace il motore, per il rapporto tra volume e potenza, ma in particolare apprezzano la struttura della macchina: “È ben piazzata e soprattutto ha il passo un po’ più lungo delle altre, una scelta che migliora il bilan­ciamento e rende possibile fare traino di carri anche pesanti senza ricorrere alle zavorre. Non sembra, ma sono nove o dieci quintali in meno da portarsi in giro”. Damiano, inoltre, è molto soddisfatto della sterzata: “Ne ha parecchia e le ruote girano anche velocemente, con poche rotazioni dello sterzo”. Ancora in fase di valutazione, invece, la trasmissione Direct. “È un sistema diverso da Fendt, cui siamo abituati da anni. Quest’ultimo è totalmente idraulico – spiega il titolare – mentre Valtra ha una importante componente meccanica. È chiaro che i tempi di reazione cambiano: una pompa idraulica è più immediata nella risposta, mentre se vi sono ingranaggi da incastrare occorre qualche frazione di secondo in più. Scendendo da una macchina e salendo sull’altra questo si avverte, naturalmente. Vedremo cosa succederà quando gli operai si saranno abituati a questo sistema”. 

I dipendenti dei Santelli sono, in verità, abituati parecchio bene: “Di trattori con cambio manuale praticamente non ne abbiamo più, sono tutte – dai Fendt ai John Deere – macchine con cvt. Se portassimo a casa un trattore col cambio totalmente meccanico, resterebbe sul piazzale, perché nessuno degli uomini lo vorrebbe. Nei trasporti la differenza è troppo netta: agli incroci, nelle partenze ai semafori e durante il viaggio in genere. Questi Direct sembrano robusti; vedremo se con il tempo diventeranno anche più familiari”. 

 


« Torna alla vista panoramica