“Piccolo ma cattivo”

16.12.2016
“Piccolo ma cattivo”
Leonardo Brusola è un fior di contoterzista: possiede 40 macchine da raccolta e decine di trattori, quasi tutti John Deere. Eppure è innamorato del suo N154, acquistato per fare fienagione, ma che impiega anche con il carro da trinciato e la seminatrice. Di esso dice: 
Se un contoterzista del calibro di Leonardo Brusola dice di non aver mai usato un trattore così, c’è da credergli. Soprattutto vista la sua esperienza: assieme al fratello Matteo, manda avanti una delle più grandi imprese di lavorazioni meccaniche del Nord Italia, con una quarantina di macchine da raccolta e un numero imprecisato di trattori, quasi tutti John Deere e Fendt.

“Eppure, quando sono salito sull’N154 mi sono entusiasmato: parola mia, non ho mai usato un trattore migliore su strada. Tanto che ho preso il telefono per chiamare il concessionario e fagli i complimenti”. 

L’impagabile attestato di stima è arrivato lo scorso agosto, quando tutti i mezzi della ditta erano sparsi su un’area che va da Rovigo al Ferrarese, a qualche centinaio di chilometri dalla seda aziendale (Livraga di Lodi). 

“Ero rimasto letteralmente senza macchine e avevo bisogno di un altro trattore a servizio della trincia. Così ho chiesto un carro in prestito a un amico e sono partito con il Valtra. Prima ancora di arrivare nel campo avevo già chiamato il concessionario per dirgli che mi aveva venduto un trattore fuori dal comune”. A sorprendere Brusola è stata, ci racconta, una combinazione di elementi. 

“Prima di tutto, parlando di strada, le sospensioni, che sono eccellenti, sia sul ponte sia sulla cabina. Poi la visibilità, l’insonorizzazione e soprattutto la trasmissione, fluida e perfetta sia con la modalità manuale sia se si inserisce il cambio automatico”.

Perfetto in retroversa

Brusola ha acquistato il Valtra N a inizio stagione, essenzialmente per fare raccolta di fagioli secchi con una testata andanatrice Colombo, un produttore brasiliano. 

“Ho scelto Valtra per la guida retroversa, dal momento che queste particolari testate si montano sul sollevatore posteriore. Fin da subito si è comportato molto bene: il motore, sebbene piccolo, è davvero cattivo, grintoso al punto giusto. Di primo livello anche la manovrabilità, con una sterzata eccellente e una lunghezza contenuta. Inoltre, anche in retroversa mantiene un’elevata visibilità, grazie alla postazione di guida spostata molto indietro, immediatamente sopra il sollevatore”. 

Viste le prestazioni, comunque, il suo lavoro non si limiterà ai fagioli. 

“Oltre che con il carro da trinciato, un tre assi da 6,5 metri, lo usiamo con una seminatrice Matermacc da 5 metri, ovviamente con pneumatici da 900 a bassa pressione. È un trattore molto versatile, con un ottimo rapporto peso potenza. Una macchina che meriterebbe una diffusione maggiore: chi lo prova non può fare a meno di innamorarsene”. 



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